Allattamento e pandemia, il ruolo del latte materno

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In occasione di una pandemia, così come in ogni altra emergenza sanitaria, alle donne in gravidanza/allattamento ed ai bambini, in particolare sotto l’anno di età, vanno riconosciuti bisogni specifici, ai quali è necessario rispondere in modo adeguato. Il latte materno rappresenta il gold standard nutrizionale per l’infanzia. L’allattamento al seno esclusivo risponde pienamente ai bisogni nutrizionali del bambino per tutto il primo semestre di vita.

Allattamento e pandemia, il ruolo del latte materno

L’allattamento ha un ruolo positivo su crescita, sviluppo, salute dell’individuo a breve termine (riduzione delle infezioni, migliore risposta alle vaccinazioni) ed a lungo termine (minor rischio di obesità, malattie cardiovascolari e immuno-mediate). Il latte materno ha una sua normale flora batterica. E, in corso di malattia della madre, il suo latte può contenere microorganismi patogeni, che nella grande maggioranza dei casi non sono in grado di infettare il lattante. La trasmissione dell’infezione, infatti, da madre a bambino col latte è evenienza documentata con certezza solo per l’HIV e l’HTLV. E più in generale, l’allattamento viene sconsigliato quando non sia possibile la gestione separata e sicura di madre e bambino.

In situazioni emergenziali

Nelle situazioni emergenziali le donne non vanno mai separate dai loro bambini/bambine, fatta eccezione nei casi in cui abbiano bisogno di cure intensive; l’allattamento va tutelato ogni qualvolta sia possibile. Anche in corso di pandemia. E, l’eventuale indicazione per un’alimentazione con formula va fatta solo dopo attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio di ciascuna opzione alimentare. E delle condizioni generali di salute della donna che allatta.