Come affrontare il pranzo fuori casa per lavoro

Come affrontare il pranzo fuori casa

Come affrontare il pranzo fuori casa per lavoro? Se è vero che durante il mese di settembre ben cinque milioni di italiani andranno in vacanza, è ancor più vero che la maggior parte di noi dovrà affrontare il rientro sul luogo di lavoro. Prima della pandemia una grande percentuale della popolazione consumava il pranzo fuori casa, ora, causa smart working, la quota è diminuita, ma è comunque fondamentale fare attenzione alla giusta proporzione di nutrienti e alla varietà degli alimenti. Fattore che sicuramente è più complicato se si pranza fuori casa. Ecco però dieci consigli da seguire per nutrirsi con equilibrio.

Come affrontare il pranzo fuori casa per lavoro

1- Pasteggiare con acqua: lasciamo perdere bevande zuccherate e alcoliche. Durante il giorno si dovrebbero assumere da 1.5 a 2 litri (circa 8 -10 bicchieri) di acqua ed è molto difficile arrivare a queste quantità se non si beve adeguatamente anche durante i pasti.
2- Attenzione alle porzioni: evitare di riempirsi troppo il piatto o il portavivande. Occhio alla «sindrome da buffet» con quantità eccessive di cibo che portano a mangiare più del necessario. Fare attenzione alle porzioni anche quando si prepara il portavivande.
3- Assaggiare sempre il cibo prima di aggiungere il sale. In generale, i piatti vengono serviti già conditi, quindi non si deve abusare della saliera, che non dovrebbe proprio essere sulla tavola: meglio mangiare con poco sale.

Frutta, verdura e pochi grassi

4- Frutta e verdura ad ogni pasto principale. Consumare frutta fresca di stagione e verdura cotta o cruda a pranzo e a cena contribuisce a raggiungere e mantenere il senso di sazietà e alla regolarità intestinale.
5- A fine pasto privilegiare la frutta fresca al posto di dolci e pasticcini. È la diretta conseguenza di quanto detto nel punto precedente. Usare la frutta al posto di altri alimenti dolci consente di aumentare le occasioni di consumo di questo alimento e di ridurre il quantitativo di altri alimenti maggiormente calorici.
6- Scegliere piatti che non richiedano eccessive quantità di grassi. Nel menù quotidiano, preferire cotture leggere: alla piastra, in acqua o al vapore, al cartoccio, microonde, ecc. Per migliorare il gusto, usare aromi e spezie che insaporiscono i piatti, usando poco sale.

Spuntini, merende e… legumi!

7- Spuntini e merende: evitare alimenti ricchi di grassi, sale o zuccheri. Lo spuntino non deve essere un minipasto, occorre quindi molta attenzione alle scelte e alle quantità. Sono da preferire ad esempio frutta fresca, yogurt oppure frutta secca.
8- Scegliere spesso i legumi: sono soddisfacenti e permettono di aumentare la quota di proteine vegetali e di fibra e soprattutto sono sazianti. Comportano un minore apporto calorico sia al pasto che si sta facendo, che a quello che seguirà. I legumi sono un alimento a basso contenuto di grassi, ricco di fibra e sono un’ottima fonte di proteine vegetali. Sono soddisfacenti e gustosi in insalate, creme, puree o in zuppa, anche già pronti e utilizzabili anche sul posto di lavoro. Non vanno considerati un contorno, in quanto sono un vero e proprio secondo piatto, oltre che complemento di un primo.

Varietà ed equilibrio

9- Variare sempre il menù quotidiano. La varietà nella dieta aiuta a ottenere un’alimentazione equilibrata, a soddisfare il gusto, a combattere la monotonia dei sapori e a ridurre l’accumulo di eventuali sostanze indesiderate.
10- L’equilibrio sta nel mantenere uno stile di vita sano giorno dopo giorno. Una sana alimentazione non si costruisce in un giorno o in una settimana, ma è il risultato del mantenimento costante di scelte alimentari alimentari, accompagnate da uno stile di vita sufficientemente attivo. La costanza nelle corrette abitudini alimentari può consentire qualche eccezione, senza rimorsi o sensi di colpa.