Effetti del lockdown sui bambini: meno stress scolastico e mal di testa

effetti del lockdown

Gli effetti del lockdown sono stati devastanti per l’economia e per il tessuto sociale, ma c’è anche qualche risvolto positivo. A rivelarli è uno studio su 700 minori affetti da cefalea condotto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma in collaborazione con 9 Centri italiani dedicati alla malattia. Nei mesi trascorsi chiusi a casa per colpa della pandemia, i bambini affetti da cefalea hanno visto diminuire gli attacchi di mal di testa. Grazie soprattutto al calo della tensione scolastica.

Effetti del lockdown sul mal di testa

L’analisi dei dati ha evidenziato un significativo miglioramento del mal di testa per il 46% dei bambini e dei ragazzi. Un peggioramento per il 15%, nessuna variazione di rilievo per il 39%. Nel primo gruppo la frequenza degli attacchi mensili è diminuita mediamente del 28% (da 7 a 5 episodi al mese), con cali anche del 40% tra i bambini con le forme più gravi di cefalea (da 15 a 9 attacchi mensili).

Senza scuola in presenza cala l’ansia

La causa principale del miglioramento è riscontrabile nella riduzione dell’ansia scolastica nel periodo di isolamento dovuto al lockdown. I ricercatori hanno infatti osservato che tanto più bassi erano i punteggi dei test sui livelli di stress, tanto maggiore era il miglioramento. Al contrario, nei ragazzi con un peggioramento della cefalea è stata riscontrata la persistenza di sentimenti di ansia scolastica nonostante il passaggio alla didattica a distanza. Pressoché ininfluente, invece, l’uso dei farmaci antiemicranici. Il 14% dei ragazzi era in terapia farmacologica e non ha mostrato differenze significative nella riduzione degli attacchi rispetto a chi non assumeva farmaci.

L’importanza degli stili di vita

Sul piano clinico, i risultati dello studio confermano che gli interventi sugli stili di vita, per il controllo dei livelli di ansia e stress, rivestono un ruolo fondamentale nel percorso di cura delle cefalee pediatriche. «I fattori emotivi ed emozionali andrebbero sempre considerati quando si propone un trattamento per l’emicrania e per la cefalea di tipo tensivo» sottolinea la dott.ssa Laura Papetti, neuropediatra del Bambino Gesù e primo autore dello studio. «È necessario che bambini e genitori siano consapevoli che qualsiasi intervento sui fattori di stress ha più probabilità di essere efficace rispetto ai farmaci attualmente disponibili».