Alfabetizzazione sanitaria in Italia è insufficiente

Alfabetizzazione sanitaria

Alfabetizzazione sanitaria, in Italia è insufficiente. Come è stato dimostrato dai risultati del secondo studio europeo sull’alfabetizzazione sanitaria in 17 paesi europei, molti cittadini europei trovano difficile giudicare le diverse opzioni di trattamento. O utilizzare le informazioni dei media per prevenire le malattie o trovare informazioni su come gestire i problemi di salute mentale.

Alfabetizzazione sanitaria, in Italia è insufficiente

In Italia, la percentuale complessiva dei 3500 intervistati che hanno selezionato ‘molto difficile’ o ‘difficile’ alle domande del questionario comune a 12 items è il 31%, rispetto ad una media dei 17 paesi del 23%; 53% ha risposto ‘facile’ e 16% ‘molto facile’. Ciò si riflette, nel campione italiano, in un 23% di persone con livello di Health Literacy ‘inadeguato’, 35% ‘problematico’, 34% ‘sufficiente’ e 9% ‘eccellente’; le percentuali corrispondenti nel campione complessivo dei 17 paesi partecipanti sono 13%, 32%, 40% e 15%. Data l’emergenza della pandemia COVID-19, l’Italia ha aggiunto un modulo specifico di 16 domande riguardanti le difficoltà nel reperire, comprendere, valutare e prendere decisioni in base alle informazioni sulla salute disponibili. Da cui è emerso che il 6% ha risposto ‘molto difficile’, 25% ‘difficile’, 52% ‘facile’ e 17% ‘molto facile’.

Lo studio

Utilizzando strumenti di misurazione di nuova concezione e validati, lo studio si è concentrato sull’alfabetizzazione sanitaria generale. E su tipi specifici di alfabetizzazione sanitaria come l’alfabetizzazione sanitaria legata alla navigazione sul web, l’alfabetizzazione sanitaria relativa alla comunicazione con i medici, l’alfabetizzazione sanitaria digitale e l’alfabetizzazione sanitaria relativa alle vaccinazioni. Inoltre, l’alfabetizzazione sanitaria e la qualità della vita correlata alla salute sono state analizzate in relazione ai costi sanitari.