Dolore alle articolazioni? Il dottor Ferrante ha la soluzione

A Inzago in via Facheris un nuovo punto di riferimento per tutti coloro che soffrono di problematiche legate all’apparato muscolo scheletrico. E’ lo Studio Medico del dottor Cristiano Ferrante, specializzato in ortopedia e traumatologia del sistema motorio, pronto a intervenire per risolvere ogni problematica di pazienti adolescenti, adulti e anziani. «Da sempre l’apparato motorio mi affascina – racconta il dottore che abbiamo incontrato nel suo nuovo studio di Inzago – Dopo la laurea e la specializzazione in ortopedia all’università de L’Aquila, mi sono perfezionato esercitando la professione di medico chirurgo ortopedico in primarie strutture a livello nazionale. Oggi, oltre che nel mio nuovo studio, lavoro presso la Casa di cura San Francesco di Bergamo dove eseguo interventi in artroscopia e tecnica classica su anca, ginocchio e spalle in pazienti di ogni età».

Dottor Cristiano Ferrante

Un punto di riferimento sul territorio

Il dottor Ferrante, in costante aggiornamento per quanto riguarda la propria specializzazione medica e la chirurgia artroscopica, in breve è diventato un punto di riferimento sul territorio: «A me si rivolgono sia gli sportivi che hanno patito un infortunio alle spalle o alle ginocchia, oppure sono colpiti da patologie derivanti dalla pratica della propria disciplina a livello agonistico, sia tutti coloro che soffrono di malattie cronico-degenerative, indipendentemente dall’età, accusando dolori alla spalla e alle articolazioni in genere», racconta il dottore. «Anche gli anziani si affidano spesso a me, soprattutto quando l’artrosi ha raggiunto stadi così avanzati da rendere impraticabile qualsiasi movimento. Non a caso sono anche specializzato in interventi per protesi di anca, spalla o ginocchio».

Dalle terapie conservative all’intervento chirurgico

Ma prima di arrivare all’intervento, il percorso prevede comunque un attento esame da parte del medico che segue sempre un approccio conservativo: «Si percorrono prima tutte le strade possibili per evitare l’intervento – conferma il chirurgo ortopedico – Solo quando nei pazienti adulti e anziani non si riesce a trovare una soluzione, o sono in essere patologie di tale gravità da renderlo indispensabile, consiglio l’intervento chirurgico che, se il paziente lo ritiene, può essere effettuato presso la Casa di cura San Francesco di Bergamo dove opero quotidianamente».

Chirurgia artroscopica

A seconda delle necessità, il dottor Cristiano Ferrante adotta la tecnica chirurgica più adatta al paziente: «Certamente – spiega – quando possibile preferisco operare in artroscopia, limitando così l’invasività dell’intervento chirurgico. Sono soprattutto gli sportivi a richiedere questo tipo di operazione che si porta a termine solitamente per la riparazione della cuffia dei rotatori e dei legamenti della spalla, nonché per la ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio. Dopo un adeguato iter terapeutico, si stabilisce l’intervento in artroscopia che consente al paziente di risolvere i propri problemi in tempi più brevi anche dal punto di vista del recupero e della guarigione. Personalmente ricordo sempre che ogni gesto chirurgico deve essere portato a termine nel rispetto dell’anatomia umana: mantenendo ben chiaro questo precetto, ecco che la soluzione delle patologie diventa molto più agevole».

A Inzago in via Facheris

Cosa fare quando si soffre per un dolore cronico alle articolazioni e non sembra intravvedersi una soluzione, oppure per «riparare» un’articolazione logorata dall’attività sportiva intensa o in seguito a un infortunio? Il dottor Ferrante è a disposizione dei pazienti nel suo nuovo studio per una prima visita e per impostare terapie adeguate alle necessità. Basta una telefonata agli indirizzi sotto riportati per prendere appuntamento con lui.

Artroscopia: spesso più efficace della chirurgia tradizionale

Quando e come si effettua l’intervento chirurgico in ortopedia?
Lo abbiamo chiesto al dottor Cristiano Ferrante, medico chirurgo specializzato in ortopedia e traumatologia dell’apparato locomotore: «Ci sono alcuni interventi, come quelli di protesizzazione di un’articolazione (anca, spalla o ginocchio), che ne richiedono la sostituzione con protesi realizzate in materiali biocompatibili. In questi casi, naturalmente, sono inevitabili grandi esposizioni per poter procedere chirurgicamente. Ma a parte queste e alcune altre situazioni, che variano caso per caso, sempre più spesso è possibile sistemare un legamento o un’articolazione attraverso la chirurgia artroscopica. In sostanza, in presenza delle opportune condizioni, per esempio quando l’esigenza è quella di riparare la cuffia dei rotatori e/o i legamenti della spalla, oppure ricostruire il legamento crociato anteriore del ginocchio, il chirurgo può penetrare nell’articolazione interessata con l’artroscopio attraversando i tessuti senza danneggiarli con il bisturi. Raggiunto il luogo della lesione può effettuare la “riparazione” con precisione, grazie alle immagini ingrandite che l’artroscopio gli invia su appositi schermi. Questa tecnica è perfetta per le diverse problematiche della spalla (cuffia dei rotatori, lussazioni, instabilità) e del ginocchio (meniscectomie, lesioni ai legamenti, sostituzione del crociato). Solitamente bastano due piccoli fori per fare avanzare l’artroscopio che rileva le immagini, nonché l’insieme dei piccoli strumenti chirurgici necessari per effettuare l’intervento. La visione limpida dell’articolazione, grazie alla continua irrorazione di soluzione fisiologica, permette al chirurgo di agire con più efficacia, rispetto al ricorso alla tecnica classica».
Su che basi si stabilisce il percorso terapeutico più adatto al paziente? «Sulla base delle sue esigenze. Per esempio, non tutti i problemi ortopedici vanno trattati con l’intervento chirurgico che diventa invece indispensabile se il paziente ha grandi richieste funzionali (per esempio, se è uno sportivo professionista o pratica lavori quotidiani ad alto impatto come il soccorritore alpino, il vigile del fuoco e così via)».
Sarà sempre il medico, dunque, ad avere l’ultima parola sulle modalità terapeutiche migliori per recuperare la funzionalità di arti e articolazioni, nel rispetto del paziente e delle sue necessità.

 

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