Innovazione in odontoiatria grazie all’implantologia a carico immediato

implantologia a carico immediato

Fior di studi illustrano i  benefici del sorriso. Purtroppo, però, esistono diverse patologie che possono degradare la bocca  al punto da obbligare a non sorridere più anche chi lo vorrebbe fare.

Quello del sorriso perduto perché i denti sono caduti è un problema grave, che affrontiamo con i dottori Bruno e Andrea Barbaro dell’omonimo studio di Bellusco.

I dottori Bruno e Andrea Barbaro

Dottori, quali patologie possono provocare la caduta dei denti?

“Senz’altro la carie e la parodontite, malattie di origine batterica. Se non vengono scoperte e curate per tempo,  queste patologie possono degenerare nelle forme più gravi e danneggiare i denti al punto da comprometterli per sempre, provocandone la caduta”.

E’ utile la visita periodica per prevenirle o individuarle?

“La visita periodica è fondamentale. Essa rientra nelle normali pratiche di prevenzione e si effettua indipendentemente dal fatto di provare mal di denti. Se durante la visita periodica (che solitamente si effettua ogni 6 mesi), il dentista ravvisa carie o parodontite, sarà sua cura illustrare al paziente le condizioni di salute della sua bocca e le modalità migliori per portare a termine la riabilitazione con l’obiettivo di salvare il maggior numero di denti naturali possibile”.

Una volta intercettata la malattia cosa succede?

“Nel caso della carie si procede con le otturazioni o gli intarsi qualora i denti possano essere salvati. Se i denti naturali sono irrimediabilmente compromessi dovranno essere rimossi e sostituiti con soluzioni protesiche personalizzate. Nel caso in cui sia indispensabile procedere con l’innesto di impianti, si potrà lavorare sia sul singolo dente, sia su più denti contemporaneamente, su una o entrambe le arcate. Anche nel caso della parodontite, qualora il dentista ritenga non sia più possibile stabilizzare i denti ballerini perché irrimediabilmente compromessi, si dovrà ragionare sulla loro sostituzione ricorrendo alle diverse tecniche possibili. Oggi, in merito, sono sempre più diffuse varie tecniche a carico immediato, che permettono ai pazienti di tornare a sorridere in poche ore, una volta rimosse le cause batteriche della patologia con diverse sedute di approfondita igiene professionale”.

Più esattamente, cos’è il carico immediato?

“L’implantologia a carico immediato riduce notevolmente le tempistiche per il corretto posizionamento dell’impianto, consentendo di tornare a sorridere in sole 24 ore.

Grazie a questa tecnica, il paziente godrà dei suoi denti fissi già al termine della prima seduta chirurgica; la dentatura, di tipo provvisorio, sarà successivamente sostituita con una definitiva, dopo 3 mesi.

Oggi la moderna tecnica implantologica può essere ancora più precisa perché computer guidata.

L’intervento viene pre-visualizzato e studiato al computer con uno speciale software, e, tramite una tecnologia cad-cam di sofisticato livello, viene poi eseguito sul paziente in modo rapido, poco invasivo e spesso senza incisioni e suture”.

Quali sono le principali tecniche di riabilitazione basate sull’implantologia a carico immediato?

“Ne abbiamo diverse, tutte efficaci in base alle esigenze dei pazienti. A vantaggio dei lettori, le illustro una per una”.

All on four

La tecnica di implantologia All-on-Four è una tecnica odontoiatrica moderna che permette di ricostruire intere arcate dentali compromesse o prive di denti attraverso una procedura a carico immediato. Nello specifico lo specialista posiziona quattro impianti ossei con un solo intervento, per poi avvitare su questi ultimi le protesi fisse.

All on six

Tecnica odontoiatrica moderna che permette di ricostruire intere arcate dentali compromesse o prive di denti. Attraverso una procedura a carico immediato lo specialista posiziona sei impianti ossei con un solo intervento. Le protesi fisse vengono poi avvitate sugli impianti, permettendo al paziente il recupero del sorriso e della masticazione in 24 ore.

Toronto bridge

La Toronto Bridge è una protesi fissa avvitata a impianti dentali, in grado di sostituire un’intera arcata. Viene fissata attraverso 4 impianti e può sostituire fino a 10-12 denti. Se si vuole una protesi ancora più stabile si può ricorrere anche all’utilizzo di 6 impianti”.

Ci sono situazioni in cui queste tecniche, pur all’avanguardia, non sono sufficienti per la riabilitazione, in questi casi cosa si può fare?

“In situazioni particolari è possibile ricorrere ai cosiddetti impianti zigomatici che sono una tecnica innovativa di implantologia, particolarmente adatta per pazienti con gravi forme di atrofia al mascellare o ridotte quantità di osso, che non permettono l’utilizzo di protesi fisse tradizionali.

Questa soluzione sfrutta le ossa dello zigomo per posizionare una protesi fissa in sole 24-48 ore, sostituendo la tradizionale dentiera mobile ed evitando la necessità di innesti ossei.

I vantaggi per i pazienti sono enormi: tempi ridotti, minor disagio e una probabilità di successo del 98/100%”.

Siete anche in grado di effettuare la rigenerazione ossea GBR?

“Certamente. A questa tecnica si ricorre nei casi di evidenti e importanti carenze di osso intervengono le tecniche chirurgiche di rigenerazione e ricostruzione ossea, il cui scopo è proprio quello di aumentare il volume osseo.

La rigenerazione ossea, nel particolare, prevede l’utilizzo di osso autologo/eterologo o di biomateriale e membrane, che possono essere riassorbibili (e dunque non necessitano di rimozione) o non riassorbibili (e quindi devono essere rimosse).

La perdita di osso nelle arcate dentali è generalmente riconducibile a varie cause, tra le quali figurano principalmente la Parodontite (Piorrea), la presenza di lesioni ossee (cisti o tumori), la perdita o l’estrazione di un dente, un evento traumatico, una protesi mobile portata per lungo tempo.

Il fine della tecnica rigenerativa ossea è quello di predisporre il paziente a una successiva, o contemporanea, installazione di un impianto dentale. Tuttavia, rimane costante l’impegno nella ricerca di alternative più rapide ed efficaci per assicurare una disponibilità sufficiente del volume osseo per l’applicazione di successive tecniche implantologiche”.

Anche chi ha già una protesi mobile può passare a una protesi fissa realizzata con queste tecniche?

“Sicuramente. Anzi, chi ha già fatto il salto ne è molto soddisfatto perché ha notato un netto incremento della qualità di vita. Basta passare in studio per una visita, penseremo noi a illustrare a ognuno le tecniche più indicate per il suo caso”.

 

Studio del dottor Bruno Barbaro
Via Roma 2/4/6
Tel. 039.6021869