Ludopatia : rTMS contro il gioco d’azzardo

Quando il gioco d’azzardo rovina la vita. Non è un caso raro, con punte drammatiche: le cronache raccontano quasi ogni giorno di persone che si mettono nei guai alla ricerca di soldi da giocare. O che commettono anche reati per ripagare debiti di gioco. Ma anche, nei casi meno gravi, padri di famiglia costretti a lesinare i soldi per i propri cari perché la preoccupazione primaria è giocare. Da semplice divertimento, il gioco d’azzardo diventa un’ossessione. E’ la ludopatia: più si perde, più si prova a recuperare. E quando si vince, si rigioca per tentare il colpaccio. Perdendo ancora.

Ludopatia e giocatore patologico

Chi è il giocatore? La rappresentazione cinematografica e l’immaginario collettivo ci propongono una visione un po’ poetica e intrigante. Il grande pokerista con l’auto di lusso che vince i tornei a Las Vegas; il “matematico maledetto” che sbanca il bkack-jack contando le carte; lo spiantato che azzecca il fatidico 6 e cambia vita. Purtroppo, questi casi limite non esistono. O sono talmente rari sul totale dei giocatori al mondo da rappresentare uno zero-virgola insignificante. La realtà è purtroppo un’altra: chi gioca perde. Ciononostante, continua a giocare perdendo ancora. E spesso si ritrova sul lastrico. Ma allora è troppo tardi per rimediare, bisognava pensarci prima!

Gioco d’azzardo: perdere in tanti modi

Mille proposte, mille modi diversi per tentare la fortuna. C’è il lotto istantaneo (un’estrazione ogni pochi minuti) che invoglia a giocare continuamente, per ore, passatempo costoso da pomeriggi al bar. C’è il gratta&vinci, consuetudine per milioni di italiani che buttano lì 10 o 20 euro alla volta come niente. Ci sono le maledette mangiasoldi, altrimenti dette slot-machines, in grado di rovinare le famiglie. C’è il poker, che per quanto puoi ragionare sulle percentuali alla fine ti fa perdere lo stesso. Ci sono le schedine alle sale scommesse, con risultati poi impronosticabili. C’è il superenalotto, con il miraggio inarrivabile della sestina che non si indovina mai. E poi c’è chi fa un… confuso mix fra tutte queste “specialità” finendo per perdersi nel flusso del suo denaro gettato al vento.

rTMS sconfigge la ludopatia

La soluzione si chiama rTMS, Stimolazione Magnetica Transcranica di Brain Stimulation Italia. Grazie all’elettromagnetismo si vanno a stimolare e a “resettare” alcune aree del cervello. I dati parlano chiaro: la terapia rTMS ha già funzionato nell’80% dei casi senza effetti collaterali. rTMS Stimolazione Magnetica Transcranica di Brain Stimulation Italia è un valido aiuto per sconfiggere la ludopatia e per combattere il gioco d’azzardo. A Brescia il sistema rTMS è disponibile nel mood center in cui il dottor Fazzari svolge il ruolo di direttore scientifico all’interno del Polimbulatorio Ptc, dove vengono utilizzati i macchinari prodotti da Brainsway. Il percorso viene seguito e condiviso con un’équipe di esperti e guida psicologica.